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Arte orafa italiana

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Pubblicato da in Artigianato · 23 Settembre 2019
L’arte orafa italiana è un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. I nostri punti di forza sono l’abilità e la creatività dei nostri artigiani orafi e a un tessuto produttivo di gioielli fatti a mano fortemente radicato sul territorio, specializzato e competitivo. L’oreficeria made in Italy con i suoi gioielli artigianali è leader mondiale del settore.



SVILUPPO DELL’ ARTE ORAFA IN ITALIA: DALLE BOTTEGHE DI ALTA OREFICERIA DEGLI ARTIGIANI ORAFI AI GRANDI MARCHI DEL LUSSO
I gioielli artigianali italiani si riconoscono: per la fattura e le tecniche utilizzate dagli artigiani orafi, il design, l’altro tasso di creatività e la preziosità. In una parola, i gioielli artigianali italiani si riconoscono per la qualità. Aspetti che sono veri e propri marchi di fabbrica dell’oreficeria Made in Italy.
Il risultato di un lungo percorso che, dalle botteghe dei mastri artigiani orafi, ha portata a fare diventare l’arte orafa italiana leader del mercato mondiale per i suoi gioielli fatti a mano.


Un percorso esaltante e segnato dal successo. L’arte orafa in Italia è storia antica. Basti pensare al distretto di Torre del Greco, famoso per la lavorazione del corallo già in epoca romana, mentre il Rinascimento vede diventare Firenze capitale della lavorazione dei metalli preziosi, con tecniche raffinatissime e già all’avanguardia come quelle descritte da Benvenuto Cellini. Le corti dell’ Italia preunitaria alimentarono il lavoro degli artigiani orafi con richieste di gioielli sempre più preziosi e sfarzosi.
Un percorso esaltante e segnato dal successo. Il ‘900 è stato il secolo in cui questa cavalcata dell’arte orafa italiana è diventata travolgente. Gli artigiani orafi italiani, che da secoli creavano gioielli fatti a mano unici, sono stati investiti dall’aria nuova già ad inizio secolo. Infatti, nei primi decenni del ‘900 l’oreficeria ha iniziato a produrre non solo gioielli artigianali, ma arte.


Le creazioni degli artigiani orafi sono entrate a far parte di quella vorticosa euforia sul nuovo che caratterizza tutta l’esperienza artistica di quell’ epoca. I costumi e le abitudini dei consumatori iniziano a cambiare.
Nei primi anni del secolo breve, l’arte orafa d’eccellenza con i suoi gioielli artigianali sono ancora un prodotto per pochi. Tuttavia l’oreficeria e i suoi gioielli fatti a mano iniziano ad essere altamente considerati anche per il loro valore artisitico.
L’arte orafa viene investita dal vento della belle epoque e gli artigiani orafi sposano lo stile liberty. Uno stile che con la sua ispirazione raffinata riprende e rielabora le suggestioni del mondo della natura.
L’art decò con i suoi tagli netti, l’ispirazione modernista, sarà un momento fondamentale per l’alta oreficeria italiana.
E molti artigiani orafi, ancora oggi, prendono spunto da quello stile, sinonimo di eleganza equilibrata e raffinatezza, per le loro creazioni attuali di gioielli artigianali.
Da allora il legame tra oreficeria, design, moda e arte diverrà sempre più stretto, diventando una delle peculiarità dell’arte orafa italiana.
La ripresa dopo la seconda guerra mondiale per l’Italia è faticosa, ma piena di entusiasmo in tutti i settori anche per gli artigiani orafi. Si prepara il boom economico. Di lì a poco, l’arte orafa italiana e i suoi gioielli fatti a mano, verranno conosciuti e richiesti in tutto il mondo.
Nascono e prosperano allora, nomi dell’alta oreficeria come Uno-A-Erre ad Arezzo, che, negli Anni Cinquanta, guarda al gioiello artigianale d’artista realizzando pezzi su disegno di Arnaldo e Giò Pomodoro.
Negli stessi anni fioriscono a Roma con Masenza i gioielli artigianali d’ arte orafa di Afro Basaldella, Franco Cannilla, Nino Franchina.
Di lì a poco sarà Bulgari con i suoi gioielli fatti a mano, preziosi e raffinatissimi nella tecnica e nel design, a fare da apripista all’ innamoramento collettivo per l’ oreficeria made in Italy.
La maison romana lancia sul mercato gioielli artigianali che diventano pezzi iconici, come il famoso bracciale a forma di serpente ispirato ai gioielli dell’antichità. Le sue creazioni segnano un’epoca, e aprono la strada a tutto un comparto dell’arte orafa che, di lì a poco, diventerà leader mondiale.


Vicenza città che è un gioiello:
nel vero senso del termine, perché Vicenza, fin da tempi antichissimi, è stata ed è uno dei centri più importanti d'Italia per quanto riguarda la produzione orafa. Il primo documento che attesta questa caratteristica risale al 1399, ovvero l'atto di costituzione della Fraglia degli Orafi di Vicenza che, già allora, raggruppava ben 150 artigiani. Ai tempi, la bravura dei maestri orafi vicentini veniva già apprezzata dai nobili veneziani e, ancora, dalla Chiesa che, periodicamente, richiedeva loro la realizzazione di manufatti preziosissimi. Grazie all'innalzarsi della richiesta, il tessuto della produzione orafa vicentina iniziò a evolversi facendo sì che le botteghe, in quel di Vicenza e Bassano del Grappa, si moltiplicassero. Il decollo del settore, però, avviene secoli e secoli dopo, esattamente nel 1800: accanto ai laboratori artigiani, iniziano a nascere vere e proprie aziende, di piccole dimensioni e, generalmente, a conduzione famigliare. A loro il merito di aver saputo proiettare nel futuro l'arte antica della lavorazione dell'oro, facendo in modo che Vicenza diventasse, oggi, uno dei punti di riferimento del settore con VicenzaOro e il Museo del gioiello.


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