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La produzione artigianale delle Marche

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Pubblicato da in Artigianato · 19 Agosto 2019
I prodotti artigianali delle Marche affondano le loro radici già nel Medioevo e nel corso dei secoli antichi mestieri e lavorazioni come quella della carta, delle fisarmoniche, del restauro dei mobili o delle terrecotte si sono tramandati di generazione in generazione fino ad oggi L'artigianato marchigiano è al terzo posto nella classifica nazionale dell'economia circolare



L’artigianato marchigiano, ricco e vario, è frutto del patrimonio di esperienze tramandato di generazione in generazione dagli abitanti locali e ancora oggi rappresenta una fonte di reddito e di attrazione della regione. Dalle locali botteghe artigianali hanno avuto origine in molti casi imprese fiorenti che hanno raggiunto un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. I centri del fermano-maceratese costituiscono uno dei distretti più importanti d’Italia per la produzione di calzature. Vari e per tutte le tasche sono gli itinerari fra gli outlets che il turista avrà la possibilità di visitare, acquistando prodotti di ottima qualità a prezzi vantaggiosi. Meno diffuso è invece l’artigianato del cuoio che si può incontrare spostandosi verso Tolentino dove si trovano i migliori produttori di accessori moda in pelle e divani.



L’entroterra marchigiano, terra ricca di storia e manifattura
Nell’entroterra piceno, fra gli oggetti simbolo dell’artigianato radicato nel territorio, vi è il "tombolo", cuscino cilindrico che, insieme a fuselli e spilli, viene utilizzato dalle ricamatrici per realizzare splendidi merletti. I segreti di questa lavorazione, risalenti al XV secolo, sono custoditi esclusivamente dalle donne di Offida che si possono incontrare per le vie del paese intente a lavorare sull’uscio di casa. Nel centro medievale di Acquaviva Picena si può assistere alla lavorazione in diretta, delle "pajarole", ceste per contenere frutta o biancheria realizzate dalle donne con il materiale di scarto delle lavorazioni agricole. Tutt’altro che artigianato povero, può invece definirsi l’arte di intrecciare la paglia finalizzata alla produzione di "cappelli" che ha reso famosi i comuni di Montappone, Falerone, Monte Vidon Corrado e Massa Fermana. In questo distretto viene infatti realizzato l’85 % della produzione nazionale di cappelli e gran parte di quella mondiale. Pesaro costituisce uno dei maggiori centri italiani della lavorazione della ceramica e della maiolica. La produzione locale si contraddistingue per le raffinate decorazioni con temi di ispirazione rinascimentale ed in particolar modo per la tecnica della "rosa pesarese" e per il genere "istoriato". Si ricordano infine Recanati, specializzata nella realizzazione di pipe da tabacco in radica e la città di Amandola che occupa un posto di rilievo nell’ebanisteria e nel restauro del mobile antico. Per non disperdere la memoria di questi antichi mestieri è stata creata a livello regionale una rete museale che, oltre ad ospitare manufatti ed attrezzature, favorisce la diffusione della cultura artigianale anche attraverso l’organizzazione di laboratori nei mesi estivi.Frai i musei permanenti, invece, degni di nota sono: il Museo della calzatura a Sant’Elpidio a Mare, la raccolta di fisarmoniche d’epoca a Camerano, il Museo internazionale della fisarmonica a Castelfidardo, il Museo del merletto ad Offida, il Museo del cappello a Montappone e il Museo delle ceramiche di Pesaro.



I PRODOTTI ARTIGIANALI DELLE MARCHE
Tantissimi i settori tuttora oggi attivi in cui lavorano laboratori e botteghe artigiane. Tra questi c’è, ad esempio, quello delle calzature che ha una maggiore concentrazione della produzione a Civitanova Marche e a Montegranaro, mentre la lavorazione del cuoio e della pelle è tipica della zona di Tolentino ed ha origini medievali. Ad Ascoli Piceno è rinomata la lavorazione della ceramica, le terrecotte sono invece prodotti tipici di Fratterosa, mentre a Treia e a Cagli viene lavorato il ferro battuto e a Force è diffusa la lavorazione del rame.
Acquasanta Terme è una zona invece molto ricca di cave di travertino pertanto qui è tipica la lavorazione della pietra mentre ad Acqualagna viene lavorata la pietra del Furlo.



Una delle attività più rinomate della città di Fano e di Jesi è inoltre l’oreficeria che è apprezzata in tutto il mondo, mentre a Castelfidardo e Recanati è fiorente la lavorazione di strumenti musicali in particolare di fisarmoniche, apprezzate a livello internazionale e impreziosite da decorazioni e intarsi che le rendono delle vere opere d’arte; a Castelfidardo ha sede anche un Museo internazionale della fisarmonica con una collezione di circa 150 strumenti.
In tutta la provincia di Macerata, e in particolare a Mogliano, è diffusa ancora oggi la lavorazione di vimini, giunco e bambù utilizzati per realizzare borse, elementi di decoro e di arredo oltre a contenitori di vario tipo, mentre a Pesaro, a Corinaldo, a Fermo e in tante altre località marchigiane è molto fiorente la lavorazione del mobile e il restauro di mobili antichi.



CERAMICA E TERRACOTTA
Montottone è una delle località più rinomate per la lavorazione della terracotta tanto che il paese è molto conosciuto anche con il nome “lu paese de li coccia”. Bricche, stoviglie, piatti, boccali, bicchieri sono solo alcuni degli oggetti lavorati con arte ed esperienza.
Proprio a Montottone ha sede anche un Museo delle antiche stoviglie realizzate in ceramica che rappresentano una collezione davvero originale.



CARTA DI FABRIANO
A Fabriano ancora oggi, assieme alla produzione industriale, è fiorente anche la lavorazione artigianale della carta; proprio in questa città delle Marche fu inventata la tecnica della filigrana tipica delle banconote e a Fabriano ha sede il Museo della carta e filigrana. In alcuni laboratori si possono acquistare queste raffinate ed originali carte lavorate a mano.
Altra attività artigianale ancora oggi molto apprezzata è quella del restauro di libri e della stampa fiorente a Pesaro, Urbino e Camerino.
A Urbino ha sede una storica “Scuola del libro” che prevede una formazione riguardante il design e il restauro del libro, tecniche di incisione e di illustrazione di libri d’arte oltre a corsi di perfezionamento per adulti sull’arte della legatoria, del restauro del libro antico e sulla tecnica dell’incisione.



LAVORAZIONE DEL RAME
Nella zona dei Monti Sibillini si trova una località chiamata Force, ma meglio conosciuta come “città dei ramai”. Il nome infatti ci testimonia l’antica tradizione della lavorazione del rame tipica anche di altre città come Ascoli e Comunanza.
Tra i tanti oggetti realizzati in rame, uno dei più caratteristici è la cosiddetta “conca” ovvero un recipiente utilizzato per trasportare l’acqua potabile nelle zone di campagna e che le donne riuscivano a tenere in equilibrio sul capo poggiandolo su un apposito cuscinetto detto “cercine”.



ARTE DEL RICAMO
Il tessuto realizzato a tombolo o a fuselli viene prodotto con refe di lino, cotone o canapa e fili di argento e oro. Questa antica lavorazione del ricamo viene fatta in varie località delle Marche come ad Offida, Castignano e Appignano del Tronto. Durante la stagione estiva a Offida, che è uno dei centri principali per questo tipo di artigianato, viene organizzata anche una mostra durante la quale è possibile apprezzare le donne intente al lavoro del merletto e del tombolo a fuselli.
Altra produzione tipica del settore tessile marchigiano è quella della realizzazione di tappeti rustici in lana, diffusa in località come Cantiano e Mercatello sul Metauro.



CAPPELLI
Nella zona di Montappone e a Massa Fermana è fiorente la caratteristica produzione artigianale di cappelli. Basta ricordare che proprio in questo territorio si concentra la maggior parte della produzione nazionale di cappelli, alcuni dei quali sono addirittura esportati in altri Paesi.
A Montappone ha sede anche un Museo dedicato ai cappelli dove si possono ripercorrere le varie fasi della lavorazione artigianale: in mostra vari modelli di copricapi e macchinari.



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