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Dazi Usa, colpo al made in Italy

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Pubblicato da in Notizie dal Made in Italy · 14 Ottobre 2019


Le porte della guerra commerciale tra Usa ed Europa sono ufficialmente aperte, e l'Italia rischia di diventare uno dei bersagli di una controversia di lunga data che la riguarda solo in modo marginale. L'Organizzazione mondiale per il commercio ha autorizzato gli Stati Uniti a rifarsi nella misura di 7,5 miliardi di dollari dei danni subiti dall'industria aeronautica nazionale per via dei contributi concessi dalla Ue alla Airbus, Il Wto ha pronunciato così il primo dei verdetti di una diatriba tra le due sponde dell'Atlantico che dura da 15 anni, da quando l'accusa reciproca di incentivi è stata lanciata sia dalla Airbus che dalla Boeing, e dai rispettivi governi. La mossa successiva spetta ora agli Stati Uniti. Ma anche di questo hanno tenuto conto ieri le Borse, tutte in rosso (Londra -3,2%, Parigi -3,1%, Francoforte -2,8% e Milano -2,9%, in calo anche New York), oltre che dei timori sulla guerra dei dazi Usa-Cina e dei nuovi segnali di recessione.



La scure dei dazi Usa si abbatte sul Made in Italy, colpendo con una tariffa del 25% pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto. Si salverebbero invece l'olio d'oliva e il prosecco. E' quanto emerge dalla lista dei prodotti pubblicata dalle autorita' americane dopo il via libera del Wto agli Stati Uniti. I dazi dovrebbero scattare dal 18 ottobre. Nell'elenco figurano anche il whiskey scozzese, i vini francesi, l'Emmental svizzero e la groviera. Dazi del 10% sugli aerei commerciali. "I dazi scatteranno il 18 ottobre", ha confermato il responsabile Usa per il commercio Robert Lightizer, aggiungendo che l'amministrazione Trump auspica di trattare con l'Unione europea per risolvere i nodi sul tavolo. Gli Usa inoltre hanno chiesto alla Wto un meeting il 14 ottobre per avere l'approvazione sulle contromisure contro la Ue.



"Il dazio passerà dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo". E' questa la conseguenza dei dazi Usa sul Parmigiano Reggiano, come spiega il Consorzio del formaggio. "Ciò significa - prosegue la nota - che il consumatore americano acquisterà il Parmigiano Reggiano ad un prezzo maggiorato: se oggi il costo è pari a circa 40 dollari al chilo, dal 18 ottobre a scaffale sarà ben oltre 45 dollari al chilo". E' "difficile, al momento, prevedere quali saranno gli effetti immediati delle tariffe".

"I dazi sono un colpo al sistema delle eccellenze italiane, anche se la mozzarella di bufala campana fortunatamente è stata esclusa dalla lista dei prodotti sottoposti a nuovi dazi". E' quanto afferma Pier Maria Saccani, direttore Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, commentando il fatto che il prodotto campano non rientra nella lista dei prodotti pubblicata dalle autorità americane dopo il via libera del Wto agli Stati Uniti.




Il Wto ha stabilito che gli Usa potranno imporre dazi agli europei per 7,5 miliardi di dollari come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus.
Gli Stati Uniti, in base al pronunciamento dell'Organizzazione mondiale per il commercio, potranno imporre dazi sui beni provenienti dall'Unione Europea fino a 7,5 miliardi di dollari (circa 6,8 miliardi di euro) come compensazione per gli aiuti di stato a Airbus. Si tratta di una cifra record quella riconosciuta dal Wto, e fa riferimento ad una sentenza contro l'Ue per il dossier Airbus pronunciata a maggio 2018. Il pronunciamento non chiude il contenzioso. Si prevede infatti che l'anno prossimo il Wto si pronuncerà su quanti dazi potrà imporre l'Ue contro gli Usa, che a sua volta era stata sanzionata per Boeing.
"Una grande vittoria per gli Stati Uniti, una vittoria da 7 miliardi di dollari": è il commento di Donald Trump.
"L'Italia difenderà i suoi interessi nazionali su ogni campo, specie quello economico e commerciale", replica Luigi Di Maio in una nota.
"L'Italia si rende perfettamente conto che c'è una tensione commerciale a livello globale e, sicuramente, la prospettiva di questo confronto sui dazi tra Stati Uniti e Ue non può non considerare che siamo coinvolti come Unione Europea, - ha detto il premier, Giuseppe Conte -, tuttavia confidiamo di poter ricevere attenzione dal nostro tradizionale alleato su quelle che sono alcune nostre produzioni strategiche".



Di seguito una prima stima dei danni per il nostro settore agroalimentare se si scatenasse una guerra commerciale con gli Usa.
* PARMIGIANO REGGIANO - Gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero, dopo la Francia, per l'export di Parmigiano Reggiano. Attualmente sono esportati 10 milioni di kg l'anno. Attualmente il prezzo del Parmigiano Reggiano negli Usa si attesta attorno ai 40 dollari al kg. Se, a causa dei rialzi tariffari, i listini aumentano a 60 dollari al kg, il Consorzio stima una perdita di quota di mercato del 90%, quindi si apre la necessità di trovare nuovo spazio di mercato per 9 milioni di kg l'anno per il "re dei formaggi". La perdita di fatturato del prodotto esportato negli Usa è di 360 milioni di euro.
* GRANA PADANO - Il sistema Grana Padano, in un anno, subirebbe un danno quantificabile in circa 270 milioni di euro. Con i dazi i produttori temono una perdita record pari a -80%, finanche -90%, di export qualora la tassa passasse da 2,15 dollari a 15 dollari al chilo, facendo alzare il prezzo al consumo fino a 60 dollari al chilo.
* LATTE - Anche i consumatori italiani e l'industria casearia dovrebbero far fronte a possibili rialzi del prezzo del latte, perché per la produzione di forme di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano viene trasformato il 40% dell'intera produzione di latte italiano. Secondo i due Consorzi 400.000 forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, senza più sbocco in America, peserebbero tremendamente sugli altri mercati, a cominciare da quello italiano.
* PASTA - L'export di pasta in Usa ammonta a circa 305 milioni. Per l'olio extravergine d'oliva venduto negli States il prezzo salirebbe da 12,38 euro a 24,77 euro al litro (attualmente non c'è dazio sull'olio). E pure la pasta aumenterebbe sulle tavole americane a 3,75 euro al kg rispetto agli attuali 2,75 euro. Per penne e spaghetti il dazio è in media di 6 centesimi al kg.


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